Il Viaggio dell'Eroe - La via lunare
La barchetta origami, scelta come immagine archetipa di questo affascinante viaggio iniziato nel 2021, simboleggia il percorso dell’io verso il Sé.
Il progetto inizia con un unico punto di partenza: un guscio denso di piombo che racchiude la luce nascosta.
Dal nucleo originario, il cammino si biforca: una barchetta seguirà la Luna, iniziando la Via umida, composta da dodici opere. Qui il percorso è lento, meditativo e contemplativo: ogni tappa scandisce momenti di auto-scoperta e conoscenza, dove luce e oscurità, caos e ordine si confrontano e si armonizzano.
La trasformazione alchemica avviene attraverso il Lapis Minor, la Piccola Pietra Filosofale, che trasmuta il piombo in argento, un metallo di riflessione e osservazione. Dodici tappe di devozione e interiorità permettono all’eroe di percepire il divino senza possederlo, vivendo un cammino di crescita e integrazione interiore.
La prima opera segna l’inizio: il guscio di piombo che nasconde la luce. La dodicesima opera rappresenta il culmine: il piombo si è trasmutato in argento, e la realtà si svela piena di verità e consapevolezza.
1 "Guscio"
18x24,5x24,5cm; ferro, pietra
Tecnica mista
2 "Eroe"
32x50x31cm; ferro, ottone
Tecnica mista
3 "Approdo"
85x94x94cm; ferro, pietra
Tecnica mista
4 "Breccia"
105x40x40cm; ferro, ottone
Tecnica mista
5 "Bonaccia"
18x30x30cm; ferro, ottone
Tecnica mista
6 "Mentore"
50x47x39cm; ferro, ottone, pietra
Tecnica mista
7 "Paura"
87x54x47cm; ferro, pietra
Tecnica mista
8 "Ego"
55x39x27cm; ferro, ottone, pietra
Tecnica mista
9 "Guardiano"
37x20x13cm; ferro, pietra
Tecnica mista
10 "Baia dei relitti"
29x45x40cm; ferro, pietra
Tecnica mista
11 "Soglia"
27x35x24cm; ferro, ottone, pietra
Tecnica mista
12 "Verità"
18x24,5x24,5cm; acciaio inox, ottone, marmo.
Tecnica mista
IDOLI - presenze di fuoco e materia
Queste opere si presentano come reperti di un tempo sospeso. Non imitano l’antico: ne evocano la necessità. I volti di Efesto, Polifemo, Cariddi, Pan, Cerere e il Minotauro emergono dalla materia come se fossero stati dissotterrati più che creati. Ferro, ottone, corno, cuoio: materiali primari, arcaici, lavorati attraverso il fuoco e la forgiatura. Il processo è rituale quanto l’esito. La combustione trasforma, purifica, consacra. Ogni volto nasce da una combustione simbolica: la materia perde la sua forma per acquisire presenza. Nell’antichità, il simulacro non era semplice rappresentazione: era sede. Non raffigurava il dio — lo rendeva presente.
Queste maschere si collocano in quella soglia ambigua tra oggetto e presenza, tra scultura e reliquia. Sembrano maschere votive, forse indossabili, forse destinate a un rito perduto, forse strumenti di comunicazione con il divino. Il volto, coperto o incarnato, non nasconde: rivela.
Indossare la maschera significava attraversare il limite, sospendere l’identità individuale per farsi veicolo di un’altra forza. L’uomo non imitava la divinità: la ospitava.
Queste opere non narrano il mito: lo riattivano. Sono frammenti di una liturgia immaginaria. Reliquie di un culto che non appartiene a un tempo storico, ma a una memoria arcaica che continua a riaffiorare.
Il fuoco forgia la materia.
Il mito forgia l’uomo.
"Cariddi"
44x26x20cm; ferro, acciaio inox
Tecnica mista
"Colapesce"
50x20x20cm; ferro, rame
Tecnica mista
"Scilla"
44x30x20cm; ferro, acciaio inox
Tecnica mista
"Efesto"
43x19x19cm; ferro, rame, cuoio
Tecnica mista
"Polifemo"
43x19x19cm; ferro, rame
Tecnica mista
"Ciclope"
43x19x19cm; ferro
Tecnica mista
"Galatea"
50x25x19cm; ferro, ottone
Tecnica mista
"Pan"
55x29x20cm; ferro, fili di rame, corno
Tecnica mista
"Cerere"
50x25x19cm; ferro
Tecnica mista
"Colapesce"
21x29,7cm; carta: disegno a china
"Minotauro"
42x70x15cm; ferro, fili di rame, corno
Tecnica mista
"Efesto"
21x29,7cm; carta: disegno a china
Nigredo
La maschera, emblema intramontabile nella storia dell'umanità, attraversa i secoli con la sua presenza mutevole, affiorando in vari materiali fin dalle epoche più remote: legno, osso, cuoio e, ancor prima, nelle suggestioni di un trucco. Inizialmente impiegata per riti tribali o per fini bellici durante le battaglie, la maschera ha tracciato il suo percorso fino ai giorni nostri, e viene utilizzata nei teatri, nel carnevale e in varie forme d’arte. Ma a differenza della maschera tradizionale, le maschere create dall’artista non celano nulla; al contrario, si mostrano rivelatrici. I demoni che si nascondono nell'oscurità dell'animo emergono con una profonda inquietudine, mostrando la loro vera essenza. Il ferro freddo, apparentemente distante, colpisce in realtà con il calore della sua esistenza, mentre ossa e fili di rame, materiali umili, ma nobili, diventano strumenti attraverso cui l'artista da forma al suo pensiero. Molti volti, ognuno di questi demoni ha un nome ma quanti ne può contenere un uomo?
In questo primo stadio Nigredo (Nerezza), un intricato labirinto si snoda portando chi osserva a interrogarsi sulle molteplici sfaccettature dell'animo umano.
Una fase di confronto con l’ombra, una discesa nell’inconscio profondo.
Mare d'inchiostro
“Artista messinese, ha sempre avuto uno stretto legame con il mare, ne sono testimoni i soggetti che hanno caratterizzato la sua più recente produzione artistica. Attraverso una linea poetica tesa a mettere al centro i valori più radicati di coloro che il mare lo vivono fino agli abissi, Micali ci prende per mano e ci accompagna nelle sue profondità creative. Lasciamoci guidare da un Virgilio coperto dallo scafandro, raggiungeremo una dimensione in cui i palombari si ritroveranno vicini alle loro esperienze, memorie o fantasie, popolate da mostri marini e dall’oscurità, rese impeccabilmente attraverso il viaggio del pennino e dell’inchiostro sulla carta invecchiata”.
Daria Passaponti
21x29,7cm; carta/pergamena: disegno a china.
Scultura- titolo dell'opera: "Sospeso": 91x44x34cm; acciaio.